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LIMITI DI GUIDA PER NEOPATENTATI inserita il 26/11/2007
• Per i primi due anni dal conseguimento della patente non si possono condurre motocicli di prestazioni elevate. La limitazione non si applica se il titolare di patente ha superato un esame specifico con un motociclo di elevate prestazioni. • I titolari di patente di categoria B rilasciata dopo 180 giorni a far data dal 4.8.2007, per i primi 3 anni dal conseguimento della patente stessa, non potranno condurre veicoli di elevate prestazioni (rapporto potenza tara superiore a 50 Kw/t) ; le limitazioni non operano per i veicoli di soggetti diversamente abili. • Nel contempo, permane per i primi tre anni l’obbligo di rispettare il limite di velocità di 100 km/h in autostrada e di 90 km/h sulle strade extraurbane principali. • Sono previste sanzioni amministrative pecuniarie (da euro 148,00 a euro 594,00) per il titolare di patente italiana che: - nei primi due anni dal conseguimento della patente A, guida motocicli di potenza superiore a quella consentita; - nei primi tre anni dal conseguimento della patente B, guida autovetture ad una velocità superiore a 90 km/h sulle strade extraurbane principali e 100 Km/h sulle autostrade ovvero autovetture con potenza superiore a quella consentita. • Alla violazione consegue anche la sospensione della patente di guida da 2 ad 8 mesi. COSA E’ CAMBIATO - Aumento dell’importo delle sanzioni amministrative pecuniarie (prima era da euro 74,00 a euro 296,00); - introduzione di nuove limitazioni per la guida di autovetture (che, tuttavia, entrano in vigore solo per chi consegue la patente dopo l’1.2.2008); - non è più richiesto che il titolare di patente abbia comunque superato i 20 anni per guidare motocicli con prestazioni elevate. ECCESSO DI VELOCITA’ LE NUOVE REGOLE La segnalazione dei dispositivi di misura della velocità • Le postazioni di controllo sistemate sulla sede stradale devono essere rese ben visibili e preventivamente segnalate attraverso l’impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi (la segnalazione però non si applica agli autovelox dinamici che funzionano a bordo delle pattuglie). In particolare: o i cartelli e i dispositivi di segnalazione luminosa devono essere costruiti e collocati in modo conforme alle norme stabilite nel regolamento di esecuzione del Codice; o le modalità di impiego sono stabilite con decreto del Ministro dei Trasporti, di concerto con il Ministro dell’Interno. COSA E’ CAMBIATO - È stata precisata la possibilità di impiegare come fonti di prova anche dispositivi che calcolano la velocità media su un tratto di strada predeterminato, come, peraltro, già accade con gli strumenti di controllo collocati in ambito autostradale; - l’obbligo di segnalare la presenza delle postazioni di controllo della velocità, che in precedenza era previsto solo per i dispositivi di controllo remoto delle violazioni senza la presenza dell’operatore di polizia, è stato esteso a tutti i tipi di controllo effettuati con apparecchi fissi o mobili installati sulla sede stradale. Sanzioni per eccesso di velocità • Sono previste 4 fasce di sanzioni,di entità crescente in relazione al superamento del limite imposto: - fino a 10 Km/h oltre il limite, pagamento di una somma da euro 36,00 a euro 148,00; - oltre 10 e fino a 40 Km/h oltre il limite, pagamento di una somma da euro 148,00 a euro 594,00 e decurtazione di 5 punti dalla patente; - oltre 40 e fino a 60 Km/h oltre il limite, pagamento di una somma da euro 370,00 a euro 1.458,00, sospensione della patente di guida da 3 a 6 mesi e decurtazione di 10 punti dalla patente; in caso di recidiva in un biennio la sospensione della patente è da 8 a 18 mesi; - oltre 60 Km/h rispetto al limite pagamento di una somma da euro 500,00 a euro 2.000,00, sospensione della patente da 6 a 12 mesi e decurtazione di 10 punti dalla patente; in caso di recidiva in un biennio è disposta la revoca della patente. • Le sanzioni pecuniarie e quelle accessorie della sospensione della patente sono raddoppiate se l’eccesso di velocità è commesso con veicoli pesanti o con complessi di veicoli. • Quando un veicolo munito di limitatore di velocità supera i limiti di regolazione dell'apparecchio di limitazione, al conducente si applica anche la sanzione (solo pecuniaria) prevista per chi circola con il limitatore non funzionante (da euro 829,00 a euro 3.315,00). In tal caso, l’operatore di polizia che accerta l’eccesso di velocità può sempre disporre l’accompagnamento del veicolo presso un’officina autorizzata alla verifica del limitatore di velocità, dove, a spese del proprietario, il veicolo è sottoposto ad un controllo tecnico. COSA E’ CAMBIATO - Si è prevista la completa rimodulazione delle fasce di eccesso della velocità oltre il limite consentito; infatti, dalle attuali 3 fasce, si passa a 4 fasce, con sanzioni più pesanti per le eccedenze superiori a 40 km/h e a 60 km/h rispetto al limite imposto; - per la violazione del comma 8 (da 10 a 40 Km/h oltre il limite) ora si decurtano 5 punti dalla patente anziché 2. Resta invariata la sanzione pecuniaria; - l’art 142, comma 9, si applica ora per eccesso di velocità superiore a 40 km/h ma inferiore a 60 Km/h; la sanzione amministrativa pecuniaria è di euro 370,00 nel minimo e di euro 1.458,00 nel massimo; la sospensione della patente è elevata da 3 mesi nel minimo a 6 mesi nel massimo: in caso di recidiva nel biennio la sospensione della patente è da 8 a 18 mesi; sono decurtati 10 punti; - l’art.142, comma 9-bis, introduce una nuova fascia sanzionatoria per violazioni oltre 60 Km/h rispetto al limite con sanzione pecuniaria da euro 500,00 a euro 2.000,00, sospensione della patente da 6 a 12 mesi e decurtazione di 10 punti dalla patente; in caso di recidiva in un biennio è disposta la revoca della patente; - per i neopatentati che commettono violazioni dei limiti oltre 40 Km/h (dunque, sanzionati ai sensi dei nuovi commi 9 e 9 bis) non sono più previste misure accessorie specifiche (prima la durata della sospensione della patente era raddoppiata); - per l'eccesso di velocità commesso alla guida dei veicoli pesanti indicati al comma 3, lettere b, e, f, g, h, i e l, dell’art.142 è precisato che il raddoppio della sanzione riguarda anche quella accessoria e non solo la pecuniaria, come in passato; - la possibilità di disporre l’accompagnamento coattivo presso un’officina autorizzata per la verifica dell’efficienza del limitatore di velocità era subordinata alla dimostrazione da parte dell’operatore di polizia che il dispositivo non funzionasse o fosse alterato; oggi l’inefficienza dell’apparecchiatura è presunta in dipendenza dell’avvenuto superamento del limite di velocità.

Andrea Capozzi CasalboreNews
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OLIVE, E’ IL VOSTRO TEMPO! inserita il 26/11/2007
Nel periodo di maturazione l'oliva assume colorazioni diverse (invaiatura), dal colore verde al giallo al viola ed infine al nero o quasi, e la polpa diviene molle: questo processo è progressivo e lento, specie con minore irradiazione solare; nell'ultimo stadio di maturazione la polpa raggrinzisce e perde di peso. La raccolta dell'oliva deve avvenire quando essa è pienamente sviluppata, al punto giusto di inolizione e contenuto di antiossidanti, e proprietà organolettiche migliori (per prodotti tipici meglio nelle fasi 2 e 3), prima della caduta dei frutti maturi, per permettere di raccogliere il maggior numero di olive per pianta e per avere la massima resa di olio, e di migliore qualità: tale momento varia a seconda delle zone, della varietà di oliva e del clima. L'epoca di raccolta delle olive nell'Italia Centro-meridionale cade in genere fra novembre e dicembre, nel momento in cui hanno raggiunto le massime dimensioni, il massimo di inolizione, e la polpa perde un poco di consistenza. Si deve tenere presente che le olive sono soggette a progressiva cascola, cioè distacco naturale (o per eventi atmosferici) delle drupe, tipico di ogni cultivar: con il passare del tempo la cascola porta a perdite di quantità e qualità di prodotto. Per grandi estensioni di oliveto servono per la raccolta grandi quantità di mano d'opera e per non brevi periodi: infatti la meccanizzazione della raccolta non è molto diffusa, talvolta è addirittura irrealizzabile, traumatica, e quasi tutti i sistemi migliori adottati sono manuali. Peraltro la progressiva carenza di mano d'opera orienta sempre più le aziende di una certa dimensione a dotarsi di strumenti per la raccolta meccanica o agevolata. Le olive raccolte vengono immagazzinate in cassette forate e poi portate in ambienti aerati e freschi per non più di 2 giorni, e quindi lavorate al frantoio. Le tecniche adottate nella raccolta variano da regione a regione soprattutto in relazione alle caratteristiche degli alberi, alla potatura e alla conseguente altezza delle fronde; si suddividono in raccolta manuale (brucatura) e meccanica. Queste erano le informazioni generali che dovevo………… per la cronaca! Parlando invece di noi, vorrei raccontarvi come avviene la raccolta delle olive nella maggior parte delle famiglie casalboresi ed in particolar modo nella mia. Il lavoro è sicuramente tanto e faticoso; molto spesso, ancora prima di cominciare si sbuffa e già si dice: “la prossima volta piuttosto pago qualcuno ma non lo faccio più…….. non ho mica ammazzato nessuno!” ma dopo la prima mezz’ora di lavoro e le prime risate in compagnia………..si recupera tutta la voglia di lavorare e fare quella che viene definita una delle attività più divertenti della campagna. Dovete sapere che per aiutare i nostri genitori, io ed i miei fratelli scendiamo da Torino per 4 o 5 giorni al massimo; capirete benissimo: giorni ed ore sono contati. Non c’è molto tempo per le divagazioni. Si arriva a Casalbore al mattino presto e, dopo una fugace colazione, si parte per la campagna; si arriva sul posto e dopo un breve (max 5 minuti) di conciliabolo necessario a definire “la strategia d’attacco” da adoperare per “aggredire” le nostre piante (chi fa che cosa) si parte con il lavoro: normalmente mamma ed io stendiamo i teli sotto le piante, con mio padre che puntualmente inizia a piazzare la scala ancor prima che il telo sia definitivamente steso! Ed è lì che nascono le prime chiacchiere………… nel frattempo i miei fratelli iniziano a provare il macchinario di raccolta delle olive (quell’ormai famoso rastrello elettrico) ed io successivamente passo alla raccolta manuale con la mia scaletta e vado a raccogliere, ancora con il rastrellino i frutti dei rami più bassi. Le prime due piante, in genere, si lavorano in quasi religioso silenzio; bisogna prendere la mano e “concentrarsi”. Dalla terza in poi, il clima si fa più caldo ed inizia a venir fuori anche qualche sfera di sole (se si è fortunati) e da lì in poi viene il bello! Per ingannare il tempo e per non essere ammorbati dal dovere, si comincia a parlare di qualunque cosa ci venga in mente: casa nostra, calcio, politica “affari casalboresi” etc. ma il più delle volte si arriva a ricordare le precedenti raccolte, soprattutto quelle di diversi anni addietro. Quando si iniziano questi discorsi, rimango sempre impressionato ed ammirato dai miei genitori e dai loro racconti; le loro semplici parole ti proiettano davvero in quel tempo passato, te lo fanno sentire addosso come se fosse realtà. Si racconta, ovviamente, di cose simpatiche, di avvenimenti piacevoli e di gags involontarie capitate durante quelle avventure. Dopo solo poche ore di lavoro (2 o 3) già si parla di cibo, inizia a venir fame, c’è la colazione delle 10.30/11.00. Quell’intervallo mangereccio, normalmente non lo faresti mai, ma in quei giorni tutto è diverso………… viene anche più fame! A pranzo, intorno alle 14.00 non prima, si mangia in maniera poco forbita ma sicuramente bene: pasta asciutta, carne o verdure frutta il tutto, ovviamente , con un buon bicchiere di vino: seduti sul terreno o addirittura in piedi con un rimorchio di moto coltivatore a fare da tavolo. Al tramonto si ritorna casa e, anche se stanchi, si prosegue con le attività di selezionamento delle olive che passiamo in nello speciale strumento che ci permette di separare i frutti dalle fronde e dalle impurità. Nel frattempo che noi “uomini” svolgiamo questa attività, mamma è ai fornelli per preparare la cena; cena nella quale si racconta la giornata e si fanno commenti sul lavoro, sulla qualità e sulla quantità delle olive raccolte nella giornata. Questo ciclo si ripete per tutti i giorni di raccolta; le olive rimangono immagazzinate nelle cassette per poi venire, nell’arco dei successivi 2 giorni al massimo, portate al frantoio per la loro spremitura. Appena ritornati a casa dal frantoio, fortissima è la tentazione di assaggiare l’olio appena fatto e forte è la soddisfazione nel sentire il buon profumo e nell’avvertire l’ottimo gusto; è una bellissima ricompensa agli sforzi fatti per la raccolta. Il buon olio ti ripaga di tutto il lavoro, una insalata condita con l’olio paesano non ha prezzo!

Pino Capozzi CasalboreNews
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BENEDIZIONE DELLA CROCE inserita il 20/10/2007
Sul colle alle spalle del Convento nei giorni scorsi è stata eretta una Croce in alluminio, di circa 3 metri di altezza, per ricordare ai posteri la Missione al popolo che si è aperta il 10 ottobre e si concluderà domenica 21 ottobre. La Croce è stata poi benedetta sabato 20 ottobre da P.Umberto Massaro alla presenza di numerose persone che hanno osato sfidare il primo vero freddo di questo autunno. Alla base della Croce, che da lontano di notte, essendo illuminata, offre una suggestiva immagine, è stata posta una lapide con inscritta una frase in ricordo dell'evento.
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AL VIA LA MISSIONE DEI FRANCESCANI inserita il 10/10/2007
Ha preso il via questa sera alle 19,00, con la Solenne celebrazione eucaristica presieduta da S.E. Mons. Giovanni D'Alise, Vescovo della Diocesi di Ariano-Lacedonia, la "MISSIONE AL POPOLO" che vede come protagonisti i frati francescani della regione Umbria. Ben 47 missionari sono giunti a Casalbore nel tardo pomeriggio e dopo la celebrazione di apertura, si sono divisi nei sette comuni che hanno organizzato l'evento: Casalbore, Castelfranco in Miscano, Ginestra degli Schiavoni, Greci, Montaguto, Monetfalcone Val Fortore e Savignano Irpino. Il gruppo, guidato da Frate Stefano, ha già dimostrato di avere una grande forza interiore ed una grande voglia di "sconvolgere" in positivo, nei prossimi dieci giorni, la tranquilla (fin troppo) vita dei nostri paesi. E unendoci all'augurio del nostro Vescovo, anche noi di Casalbore On Line auguriamo un grande successo all'intera manifestazione.
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OTTOBRE, TEMPO DI VENDEMMIA inserita il 09/10/2007
Ottobre, tempo di vendemmia. Nonostante l’avvento della meccanizzazione e l’abbandono di alcune tradizioni legate all’aspetto ludico e simbolico della raccolta delle uve, la vendemmia rimane uno dei riti più affascinanti della stagione agricola anche a Casalbore. Per questa occasione ho ritenute opportuno intervistare i miei nonni, che da oltre 40 anni hanno la passione per il vigneto. I consigli di Nonno Vincenzo per ottenere un buon vino La vite è una pianta rampicante che in natura tende a svilupparsi su ampie superfici, sviluppando radici laddove i tralci toccano il terreno. L'intervento dell’uomo limita lo sviluppo orizzontale con la potatura annuale, favorendo invece il radicamento in profondità e lo sviluppo del grappolo d'uva. Il ciclo biologico annuale vede le prime gemme in aprile, la fioritura a giugno e la comparsa dei primi grappoli a fine giugno. La maturazione, che vede il cambiamento del colore e delle dimensioni dell'uva, prosegue in estate inoltrata fino alla vendemmia, che avviene da fine agosto a ottobre a seconda delle condizioni climatiche delle diverse regioni di produzione. In autunno le foglie ingialliscono e cadono, preparando la pianta al riposo invernale. Il coltivatore interviene in dicembre e gennaio con la potatura, ara il terreno in marzo, segue poi lo sviluppo della pianta ripulendo il terreno dalle erbacce, diradando i getti, tagliando i tralci più lunghi fino a settembre e alla vendemmia. Terminata la vendemmia si spargono i concimi. Come si vede l'attività è dura tutto l'anno ed è regolata dal cambio delle stagioni. La qualità e la quantità del raccolto dipendono da molti fattori: dal vitigno utilizzato, dalle cure del coltivatore, dalla tipologia del terreno, dall'esposizione al sole e ai venti, dalle temperature e dalle piogge dell'anno e dall'eventuale presenza di parassiti. Le componenti sono quindi molteplici ed alcune non controllabili o prevedibili dall'uomo. Il risultato è un'ampia variabilità di uve che rendono il vino un prodotto affascinante, vivo, non realizzabile "industrialmente", che lascia spazio all'abilità e alla fantasia di chi lo crea. Ma non dimentichiamoci che il processo fondamentale per la produzione del vino è la fermentazione. Gli enzimi naturalmente presenti sulla buccia dell'uva, appena l'acino viene frantumato, entrano in contatto con la polpa e iniziano la trasformazione degli zuccheri, naturalmente presenti nell'uva, in alcol e anidride carbonica. Il lavoro degli enzimi procede fino all'esaurimento degli zuccheri o fino al raggiungimento della soglia del 15% di volume trasformato in alcol. La vinificazione prevede la pigiatura dell'uva, la separazione dei liquidi dai solidi, la fermentazione con o senza graspi e bucce che sono importanti per il colore, il gusto e la presenza di tannino. Si prosegue con la decantazione per migliorarne la limpidezza eliminando i residui. Dopo l’intervista il Signor Vincenzo ci mostra un attestato ed una targa di “secondo classificato” di una – Sagra del vino di Casalbore – organizzata nel lontano 1984 dalla Pro-Loco CASALBORE allora presieduta da Alide Cocco. Dopo aver fatto una bella chiacchierata con mio nonno non mi resta che ringraziarlo per la sua disponibilità … e bere un bel bicchiere di vino.

Enzo Tutolo - CASALBORENEWS
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